quando fa caldo
iltrenoavapore @ luglio 02, 2009 23:52
La realtà, intesa come fatti accaduti, è sovente frustante, e quella politica in particolare, quando cozza con la propria visione del mondo. Appare incredibile, pur ostinandosi ad esistere, la realtà.
E dovendosi quindi trovare risposte che non neghino i personali assunti, è facile ricorrere, e consolatorio, alla categoria dell'errore: da una parte chi sbaglia e di contro chi non sbaglia, in genere una minoranza. Si sostiene così un buffo teorema (indimostrabile) secondo il quale cio che non aggrada è generato dall'errore e dunque porta in sè il marchio di una sostanziale falsità, attribuendo alla verità eterei profili di positiva eticità in sintonia con le personali inclinazioni.

Con questa lente che distorce osservando il mondo, il mondo non può che restare lontano da una sia pur approssimata forma di conoscenza. E ciò che non si conosce non potrà mai essere cambiato. Ci vorrebbe rispetto, che non è una cosa etica e neppure democratica: semplicemente lettura, e statistica. E cioè la coscenza che i buoni (buffamente postulato che esistano) si splamano a traverso meridiani e paralleli, da null'atro uniti che da una orgogliosa auto-rappresentazione.

Eppoi fa caldo.


una che attende ignara, in agosto.
iltrenoavapore @ agosto 01, 2008 01:32
l-attesa

"come al sole del cielo, anche ai terrestri capita d'offuscarsi"
iltrenoavapore @ luglio 20, 2008 01:32

  1. mi dica della trama
  2. l'ordito?
  3. ma no, la storia!
  4. beh... non saprei... la storia è sempre una storia...
  5. ma di cosa?
  6. beh.. c'è uno, c'è una, ed anche qualche altro...
  7. e dove? e che fanno?
  8. dove... in un posto, e fanno cose, così...
  9. ma la prego, precisone, dettagli!
  10. e insomma... mangiano parlano lavorano fanno figli pensano...
  11. mi sto innervosendo, sa?
  12. e che le dico? si amano si odiano si stanno indifferenti, qualcuno è ignorante, l'uno è colto
  13. ma cristo... oh mi perdoni... non ha senso quanto mi dice... di cosa ha scritto nel suo romanzo, che storia narra, quale è l'ambiente di luogo e di tempo... ecco che mi serve sapere...
  14. romanzo?
  15. ma scusi, lei non mi vuole sottoporre un romanzo per una eventuale pubblicazione?
  16. lei forse dimentica che io sono qui per sua richiesta...
  17. lo so bene, come le dissi alcuni mi hanno segnalato il valore delle sue opere...
  18. mi disse?... non ricordo... comunque io non li conosco questi alcuni e non conosco cosa sia il valore e penso di non avere mai prodotto "opere"...
  19. ma.... dunque lei non scrive?
  20. certo che scrivo... scrivo...cose, lettere, a b c d e... lettere che fanno uno che fanno una e poi fanno tanti e i tanti quando vivono fanno tante cose, ecco... come lei, penso che anche lei faccia tante cose, come me che forse ne faccio meno di lei ma qualchecosa faccio anche io... tutto qui... non c'era motivo di chiamarmi, a me è stato gradevole venire, una cosa in più fatta che non avevo mai fatto, ma mi creda, non c'è niente da pubblicare, io non so cosa le hanno detto quegli alcuni.. è che la gente parla e fa bene a parlare, cioè.. parla...poi che ne so se fa bene e davvero non me importa, mi creda, ecco... c'è stato un equivoco, mi spiace...
  21. mi faccia capire... e cerco di mantenere la calma...lei scrive, me l'ha appena confermato, quegli alcuni mi hanno assicurato che sono cose di valore, qualunque cosa scritta oggi è facilmente stampabile o comunque riproducibile in formato elettronico... vuole essere così cortese da sottopormi la sua produzione e dopo averla valutata sarò io a decidere se e in quale forma editarla, evitando questo colloquio che al momento mi pare improduttivo?
  22. ma cosa dice? come si permette? di quale squallore si perita di vestirmi? non starò a specificarle i motivi della mia indignazione, essa è mia e non la riguarda, semplicemente mi alzo e me ne vado, spiacente non d'aver perso del tempo, che è cosa che non mi manca, ma d'averla conosciuta, e non la saluto
  23. lei è fuori di testa... se ne vada se ne vada, ho perso io del tempo ed a me è prezioso il tempo, se ne vada, e certo senza il mio saluto... anzi...
  24. scrivo... scrivo...cose, lettere, a b c d e... lettere che fanno uno che fanno una e poi fanno tanti e i tanti quando vivono fanno tante cose, ecco...


sul quando il bisogno di cura si fa impellente
iltrenoavapore @ luglio 01, 2008 01:33
"Posso offrirLe, maschio o femmina a piacere, anche in variegata coppia, contrattando:
  1. un romanziere
  2. un pittore
  3. un poeta
  4. un musicista
  5. uno scultore
  6. un saggista
  7. un intellettuale composito
"Cosa mi consiglia?"
"Mi confidi le Sue esigenze"
"Soffro di di atonia intestinale"
"Checcé scelga, Signore, guarirà, e per sempre"

"si posano insieme sui campi cruenti / d'un volgo disperso che nome non ha" (manzoni)
iltrenoavapore @ giugno 21, 2008 11:07
Riporta oggi la striscia rossa de l'Unità una breve frase di de Tocqueville recitante: "Può accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro".

1.) Per quale motivo rigorose banalità siano sovente onorate della loro consegna ai posteri io continuo a non capire: mi capita di scrivere (direi sempre) cose di pari leggerezza, e nessuno è (giustamente) tanto folle da segnarle a dito ai neonati.

2.) "Il gusto eccessivo per i beni materiali" altro non è che la concreta vicenda degli umani, ed i pochi rigagnoli che non sono confluiti (e non confluiscono) nel grande fiume nulla tolgono alla maestosità delle acque, le quali, in grazia proprio della loro regalità ed universalità, sono rimaste (e rimangono) sostanzialmente indifferenti / irritate alle chiose di varia democraticità che hanno inteso (ed intendono) forgiare le onde su opinabili criteri di giustizia.

3.) Ove si voglia eliminare il termine "eccessivo", di pari si resta, data l'impossibilità di trovare un ragionevole accordo sulla linea di confine.

4.) E' arrivato, qui dove vivo, il caldo.