iltrenoavapore @
luglio 02, 2009 23:52
La realtà, intesa come fatti accaduti, è sovente frustante, e quella politica in particolare, quando cozza con la propria visione del mondo. Appare incredibile, pur ostinandosi ad esistere, la realtà.
E dovendosi quindi trovare risposte che non neghino i personali assunti, è facile ricorrere, e consolatorio, alla categoria dell'errore: da una parte chi sbaglia e di contro chi non sbaglia, in genere una minoranza. Si sostiene così un buffo teorema (indimostrabile) secondo il quale cio che non aggrada è generato dall'errore e dunque porta in sè il marchio di una sostanziale falsità, attribuendo alla verità eterei profili di positiva eticità in sintonia con le personali inclinazioni.
Con questa lente che distorce osservando il mondo, il mondo non può che restare lontano da una sia pur approssimata forma di conoscenza. E ciò che non si conosce non potrà mai essere cambiato. Ci vorrebbe rispetto, che non è una cosa etica e neppure democratica: semplicemente lettura, e statistica. E cioè la coscenza che i buoni (buffamente postulato che esistano) si splamano a traverso meridiani e paralleli, da null'atro uniti che da una orgogliosa auto-rappresentazione.
Eppoi fa caldo.
E dovendosi quindi trovare risposte che non neghino i personali assunti, è facile ricorrere, e consolatorio, alla categoria dell'errore: da una parte chi sbaglia e di contro chi non sbaglia, in genere una minoranza. Si sostiene così un buffo teorema (indimostrabile) secondo il quale cio che non aggrada è generato dall'errore e dunque porta in sè il marchio di una sostanziale falsità, attribuendo alla verità eterei profili di positiva eticità in sintonia con le personali inclinazioni.
Con questa lente che distorce osservando il mondo, il mondo non può che restare lontano da una sia pur approssimata forma di conoscenza. E ciò che non si conosce non potrà mai essere cambiato. Ci vorrebbe rispetto, che non è una cosa etica e neppure democratica: semplicemente lettura, e statistica. E cioè la coscenza che i buoni (buffamente postulato che esistano) si splamano a traverso meridiani e paralleli, da null'atro uniti che da una orgogliosa auto-rappresentazione.
Eppoi fa caldo.



