Il Vapore del Treno

Acqua su Aria
sabato, 04 luglio 2009

IN MAIUSCOLO

QUESTIONE:
NON AVERE PAROLE PER NARRARE IL NIENTE

SOLUZIONE:
TACERSI

OBIEZIONE:
TROPPO FACILE

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categoria: aldilà

giovedì, 02 luglio 2009

quando fa caldo

La realtà, intesa come fatti accaduti, è sovente frustante, e quella politica in particolare, quando cozza con la propria visione del mondo. Appare incredibile, pur ostinandosi ad esistere, la realtà.
E dovendosi quindi trovare risposte che non neghino i personali assunti, è facile ricorrere, e consolatorio, alla categoria dell'errore: da una parte chi sbaglia e di contro chi non sbaglia, in genere una minoranza. Si sostiene così un buffo teorema (indimostrabile) secondo il quale cio che non aggrada è generato dall'errore e dunque porta in sè il marchio di una sostanziale falsità, attribuendo alla verità eterei profili di positiva eticità in sintonia con le personali inclinazioni.

Con questa lente che distorce osservando il mondo, il mondo non può che restare lontano da una sia pur approssimata forma di conoscenza. E ciò che non si conosce non potrà mai essere cambiato. Ci vorrebbe rispetto, che non è una cosa etica e neppure democratica: semplicemente lettura, e statistica. E cioè la coscenza che i buoni (buffamente postulato che esistano) si splamano a traverso meridiani e paralleli, da null'atro uniti che da una orgogliosa auto-rappresentazione.

Eppoi fa caldo.

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categoria: estate, caldo

mercoledì, 01 luglio 2009

silenzio - si gira


An almost totally silent film (no dialogue or music one 'shhh!') in which Buster Keaton attempts to evade observation by an all-seeing eye. (part. 1-2)

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categoria: autoerotismo

mercoledì, 01 luglio 2009

jim

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categoria: alcool

lunedì, 29 giugno 2009

scambio di attese

(si ha sovente la presunzione che sia successo qualcosa)

ATTO 3° SCENA 4°

(stanza d'aspetto d'ospedale, notte, luci accese)


lui Sono sei ore
lei Ce la farà
lui Dici?
lei Ce la farà
medico E' morta
lei Ce l'ha fatta

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categoria: alcool

domenica, 28 giugno 2009

voce

 
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categoria: bellezza

domenica, 28 giugno 2009

fuori rotta

Il disdegno di ampia parte del mondo colto per le questioni di massa è certo comprensibile, sovente condivisibile, sempre, quand'anco lo si condivida attivamente, patetico. Il segno di una distanza certo gratificante, sovente necessaria, politicamente sciocca a dir poco. Personalmente non sono mai stato un fruitore delle mondanità televisive, ma porto verso esse il più meditato rispetto, segno qual sono di carne vera che vive mangia tribola, uccide e/o santifica, teme la morte e come cozza s'attacca alla vita, senza bisogno di sapere se ed a cosa possa servire, la vita.

Loro, par che lo sappiano o quantomeno l'arguiscano. Pubblicamente, ché m'auguro qualche secondo la notte siano preda di dubbi e terra. Arduo è essere felici dentro la verità, quasi ciechi.

Tutto si somma e determinante è nessuno: non esitendo Dio, neppure Berlusconi esiste, e di pari l'onnipotenza. Esiste una fatica collettiva che strato a strato tali quali siamo ci ha determinati, per l'unica via ragionevole dell'unica possibilità, e quanto non è stato resti pure a conforto ed impegno dei perdenti, e che resti intatta la loro convinzione che gli altri in una trappola perversa ed accorta siano caduti.

Dove come quando? Loro periodizzano datano individuano classificano. Conoscono a menadito l'albero genealogico, capostipiti e discendenti e per ciascheduno le motivazioni dell'agire. Disgustati, si dolgono per quanto il corso degli eventi è stato e per la (complessa?) volgarità del presente. Mai furono volgari, loro, né in piazza né nei talami. Rispetto e dignità, nulla hanno imparato dalle puttane.

Contrariamene a Dio, le puttane esistono, e sono la voce profonda della storia, l'impronta di un fiato che arranca si disvela e torna al gorgo, luce priva di verità, archetipo di una dualità inscindibile che non conosce vincitori o vinti, degni o indegni. Le puttane non insegnano, non danno regole non prefigurano mondi, semplicemente stanno appoggiate allo stipite del fiume, sorridenti di un sorriso che nulla domanda e che quindi non chiede risposte. Chi le guarda qualcosa intuisce, chi si volge altrove rimane orbo, e monco.


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categoria: aria, acqua, alcool

domenica, 28 giugno 2009

opzioni



- Se puoi, soffia aria

- Non posso
- Se puoi, mastica aria
- Non posso
- Se puoi, vivi aria
- Posso




cosa


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categoria: aria, acqua, opzioni

venerdì, 26 giugno 2009

neda il vero il falso il vino

pare che sia un falso il video della ragazza iraniana neda morente. l'ho visto e pare davvero falso. impossibile non porsi domande, improbo trovare risposte e le domande restano tutte aperte, ma se si beve come ho bevuto qualche morgana s'accende, s'accende ma non illumina, s'accende e confonde, e non si sa più e ci si chiede quali siano i buoni e quali i cattivi, e prima ancora che senso abbia dire buoni o cattivi.

poi si deve e si fa, ma senza "conoscenza" ché non ce la danno gli islamici di europee letture cui ci affidiamo per disvelare ciò che da tempo ci è ignoto, la passione che non ragiona, che canta dai patiboli e dai minareti, che è insieme cerchio di popolo e paravento dei potenti, commistione di sempre, giro infernale e salvifico, ché si vive una sola volta, e allah è grande e stalin è grande ed anche le topaie si illuminano e trovano una ragione e la fame e la vita e la morte.

mi arrendo mi sono arreso non conosco, blatero ignorante dal fondo di una sconfitta totale verticale e dolce talmente dolce d'averci fatto scordare semplicemente tutto. che non ci sono ascisse ed ordinate dove collocare il vivere degli uomini. fummo vanitosi, colpevolmente vanitosi, pensando che una soltanto potesse e dovesse essere la pre-condizione della felicità. come per ogni cosa, mai una sola è la strada. e mai aggettivabile, ché la realtà non sa che farsene e se ne fotte, degli aggettivi.

brindisi.

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categoria: alcool

giovedì, 25 giugno 2009

cose utili

LUGER"
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categoria: aria, acqua

giovedì, 25 giugno 2009

my way

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  • 1922 - 24.790
  • 1923 - 9.618
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  • 1988 - 1.462.281
  • 1989 - 1.421.230
  • 1990 - 1.264.790
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categoria: aria, acqua

giovedì, 25 giugno 2009

quasi fosse una lettera (dinotte)

"Antichissima madre, tanto tutta morta quanto tutta dimenticata, io sono ancora qui a rastrellare l'erba che non c'è. Quanto ce ne sia stata un tempo sapesti, e soffristi, senza ch'io me ne prendessi cura, di quel soffrire. Andai, proprio per il verde dell'erba, e non tornai e nulla del tuo irrughire conobbi. Nulla. Cosa sia o cosa possa essere un figlio, io non l'ho mai saputo. C'erano spazi, allora, che pareva chiedessero d'essere ricoperti, ed io ero giovane ed infilzato e da tutti gli ardori di cui grondava la storia (oggi muta) e dalle private voraci baldanze.  Nessun posto per te, la grande dimenticata. E quando ti tornai fù quasi solo per dovere, e s'era fatto tardi.

Venni a sapere, dopo, che mi seguisti per quanto ti fu possibile, e mi dissero che gioisti per quanto attribuitomi di successo e che penasti per qualche mia difficile evenienza. Forse ti fui figlio tanto quanto non seppi riconoscerti come madre. E' che io non so cosa sia o cosa possa essere una madre.

Vecchio e disossato, non so di che scusarmi, né se dovrei. E verso chi, poi? Tu non esisti. Esiste questo mio lento smembrasi in una sorta di debolezza che non è solo fisica. Io non so resuscitare i miti, e neppure i morti. Non esistono, né i mti né i morti. Dunque non "addio" né altro.

25 giugno 2009: è andata così.

Mario"

Parole Vanamente Vanitosamente Seminate Da iltrenoavapore alle ore giugno 25, 2009 01:11 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: aria, acqua

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